
Her "crime"? Zanaga reported her colleagues for the "climate of homophobia" in her department and for ongoing discrimination against her because she is an out-of-the-closet lesbian. Zanaga reports incidents dating back to 2005, including a note from two fellow officers who suggested an unpleasant death for her in a concentration camp and a sexual advance from a male officer that ended only when she punched him. She's been charged with making false statements and "discrediting the police force."
"I expect them to make an example of me," Zanaga says, "to serve as a warning for all the others like me who stand up for themselves."
She's probably not wrong, unfortunately. It's 30 years ago in Italy and, as David Goodstein used to say, "You can always tell the pioneers. They're the ones with the arrows in their backs."
Zanaga, meanwhile, appears to be the first and, so far, the only out lesbian cop in the entire country.
News of the incident has appeared on queer blogs in Italy, but has received almost no coverage in the mainstream Italian media. Mara Carfagna, the Minister for Equal Opportunity (who maintains that discrimination against homosexuals does not exist), has made no statement.
Zanaga is nearly unprecedented in Italy, where the closet is about a hundred thousand square miles wide and virtually nobody fights for her or his rights when discriminated against--especially not in the military or the police. Zanaga marched in the LGBTQ pride march in Genova in June, and she's just not shutting up.
Meanwhile, her superiors have forced Zanaga to undergo medical and psychiatric exams in an apparent attempt to demonstrate that she's mentally ill and, in a perhaps small but wounding gesture, she was fired, shortly after coming out publicly, from her position as a coach of a girls' soccer team. The soccer club made that decision, it said, "to protect the good name of our organization" and also because they wanted to assure parents that there were no "homosexuals or drug addicts" in their midst.
If anyone knows how to reach Luana, please give her a hug for me. She's brave in a way I'd like to be brave, and courage like hers is in short supply here.
Let's just hope that all those arrows aren't enough to kill her.
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Agente gay a rapporto
di Paolo Tessadri
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2103528
La denuncia di una poliziotta di Padova: mi vogliono punire perché sono lesbica. E, dopo gli insulti di alcuni colleghi, attacca: nelle forze dell'ordine regna ancora un clima di omofobia.

La sua colpa? "Sono una poliziotta lesbica: per questo mi vogliono
punire". Luana Zanaga, 39 anni di Rovigo, in servizio alla Questura
di Padova, è sotto inchiesta disciplinare. Non la licenzieranno, ma
potrebbero sospenderla dal servizio fino a sei mesi. "Mi aspetto
una punizione esemplare, un monito per tutti quelli come me che
alzano la testa". Il provvedimento dovrà portare la firma del capo
della polizia, Antonio Manganelli. Capelli corti, poco più di un
metro e 60 di altezza, all'apparenza minuta ma incredibilmente
tenace nel rivendicare i suoi diritti: "Parlo come cittadina",
precisa. Perché l'accusano proprio di questo: di aver fatto
dichiarazioni senza autorizzazione e di aver portato discredito
alle forze dell'ordine. Lei sostiene di essersi difesa, dopo gli
insulti dei colleghi: ha denunciato di vivere in un "ambiente
omofobico" e per queste dichiarazioni a ottobre è finita sotto
inchiesta.
Già nel 2005 a Padova era stata trasferita dalle volanti alla sala
radio, subito dopo avere scritto su un sito omosessuale: una
vicenda per la quale parla esplicitamente di mobbing. A punirla fu
proprio una donna, un vicequestore: ogni 15 giorni doveva andare
dal medico della polizia perché ne attestasse l'idoneità. "Mi
chiedeva se stavo bene con la mia omosessualità e io rispondevo che
stavo benissimo", ricorda. È tornata alle sue amate volanti pochi
mesi fa, con l'arrivo del nuovo questore. Ma la situazione con
sembra cambiare: "Nel nostro ambiente siamo discriminati come
omosessuali". Le torna sempre alla mente un suo ex collega
siciliano delle volanti di Milano. Lo deridevano, lo insultavano:
una mattina di sei anni fa si è sparato. Ed è stata proprio lei a
portargli soccorso.
Fra tanti messaggi di questi giorni ha ricevuto anche le mail di
due poliziotti, un uomo e una donna, che l'hanno consigliata di
"bruciare in un lager". "Io amo la polizia, a quattro anni giocavo
con un modellino di moto della squadra mobile, a 13 ho rotto le
scatole a uno spacciatore davanti a casa e nel '98 sono entrata in
servizio. Fin da piccola sognavo questo lavoro", ammette Luana
Zanaga. Laureata in Scienze politiche, non è mai riuscita a vincere
il concorso per funzionaria perché, sospetta, v'è stato ostracismo.
E ricorda un episodio al corso della scuola di polizia di Pescara.
"Girava voce che io e un'altra poliziotta stessimo insieme e alle
due di notte un responsabile voleva entrare nelle nostre camere".
Il suo, dichiara, non è un caso isolato: parla di omosessualità
diffusa all'interno delle forze dell'ordine.
Motivi per punirla per il lavoro non ce ne sono, il suo stato di
servizio è impeccabile: voto 'distinto' nel rapporto di
valutazione. Al suo attivo 32 arresti, un sequestro sventato, "ma
mai un encomio, mai un riconoscimento da qualche superiore".
Poi, a ottobre dello scorso anno, un giornale patavino pubblica un
rapporto riservato interno in cui si rivela la sua convivenza con
un'altra donna. La spia - ritiene Luana - è uno dei colleghi che in
questi anni l'hanno discriminata, che ha voluto screditarla
pubblicamente. Chiamata a rapporto dai superiori, Luana non tace la
propria omosessualità e si difende. Ma le ripercussioni sono
immediate: a Rovigo, dove doveva essere trasferita, dichiarano la
sua "incompatibilità territoriale". E proprio da Rovigo parte un
violento attacco da un funzionario, che la dipinge come una "una
matta lesbica". La polizia pochi giorni fa l'ha 'processata' per
ore davanti a una commissione disciplinare e fra tre mesi le sarà
inflitta la pena. La scorsa settimana ha ottenuto anche la
solidarietà di Gianfranco Fini, che ha incontrato insieme ad altri
rappresentanti di associazioni gay. E non rinnega nulla: "Se
rinascessi, vorrei rinascere lesbica e fare la poliziotta".


























